04/07/2020 ore 12:20
Terni: è morto Enrico Micheli, il cordoglio del mondo politico cittadino, provinciale e regionale
E' morto l'onorevole Enrico Micheli. Era ricoverato da tempo all'ospedale di Terni peruna grave malattia. Aveva 73 anni. Ternano di origine era sempre rimasto molto attaccato alla sua terra, anche quando era assurto ai vertici della politica nazionale. Dirigente dell'Alitalia nel 1963, Micheli è passato all'Intersind e poi all'Iri dove, dopo aver ricoperto i prestigiosi incarichi di vicedirettore e condirettore centrale, è stato nominato nel '93 direttore generale. Membro del Partito Popolare Italiano è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri dei governi Prodi e D'Alema e nell'ultimo governo Amato. Con D'Alema è stato anche ministro dei lavori pubblici. Deputato del Ppi e poi della Margherita è stato tra i più stretti collaboratori di Prodi con cui ha contribuito a fondare l'Ulivo. Aveva aderito al Partito democratico facendo parte della direzione nazionale. “Uomo acuto e lungimirante - afferma Eros Brega, presidente del Consiglio regionale -, persona generosa, competente e saggia. Di Enrico Micheli va sottolineato il grande impegno profuso nelle istituzioni. La sua forte ‘ternanità’ e il senso di appartenenza all'Umbria lo hanno spinto a lavorare concretamente al fianco delle amministrazioni pubbliche, in primo luogo della Regione, per il bene comune del nostro territorio”.
Il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli e il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo esprimono profondo cordoglio per la morte di Micheli e, ritenendo di rappresentare il sentimento dell’intera comunità, si stringono alla sua famiglia in un abbraccio solidale e affettuoso. “La notizia della scomparsa – dichiarano – ci ha commosso e addolorato profondamente. Con l’on. Micheli se ne va un pezzo importante della storia recente di Terni e soprattutto se ne va un uomo dalle grandi qualità civili e morali e dalle eccellenti capacità politiche e professionali. All’on. Micheli va riconosciuto un grande senso delle istituzioni che ne ha fatto negli anni un fedele e rigoroso servitore dello Stato, compito svolto sempre con umiltà ma anche con grande lungimiranza e capacità di innovazione. A lui la comunità ternana e regionale deve gratitudine e riconoscenza. La sua brillante carriera professionale e politica che lo ha portato ai vertici prima dell’Iri e poi delle istituzioni nazionali, non gli ha impedito di mantenere saldo il suo legame con la città e il territorio ternano e umbro, in virtù dell’amore sincero e profondo per le proprie radici”. Polli e di Girolamo ricordano come nel corso della sua vita, l’on. Micheli si sia dimostrato particolarmente attento alle sorti del territorio, profondendo ogni sforzo per la sua crescita economica e socio-culturale. In particolare come sottosegretario e ministro dei Lavori pubblici nei governi Prodi e d’Alema, il suo impegno si è manifestato con esiti oltremodo positivi su alcuni nodi strategici come lo sblocco del progetto per la Terni-Rieti, l’accelerazione su Polo universitario, l’accordo di programma per le aziende, l’interessamento concreto per la Thyssen Krupp. “Ci piace infine ricordare – concludono - le passioni intellettuali rivelatesi nelle opere letterarie di successo che contribuiscono ulteriormente a definire una personalità poliedrica, complessa e ricca di valori umani che ne hanno fatto un personaggio illustre della nostra città”.
“La morte di Enrico Micheli è una brutta notizia: l'Umbria e l'Italia in genere perdono una persona di grande spessore umano e culturale che ha servito il Paese con incarichi di grande rilievo in modo sempre scrupoloso ed equilibrato, dimostrando una costante attenzione per il nostro territorio”. Nell'esprimere le più sentite condoglianze alla moglie e ai figli, anche a nome di tutto il gruppo del Pdl in Consiglio regionale, Raffaele Nevi riconosce ad Enrico Micheli tanti meriti, in particolare quello di, “aver avviato, nel 2001, la fase della stabilizzazione della presenza universitaria a Terni con la firma del primo accordo per lo sviluppo dei corsi ternani”. Auspico, aggiunge Nevi, “che non sia dimenticata la sua opera e che il suo modo di intendere la politica, le istituzioni e la vita in generale, sia di esempio per le future generazioni”.

21/1/2011 ore 12:16
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