26/05/2020 ore 15:31
Saldi: si parte con le vendite di fine stagione, regole da rispettare e consigli utili per i consumatori
Da sabato 3 luglio partono i saldi. Dureranno per un massimo di 60 giorni, fino al 31 agosto. La Confcommercio ternana ricorda che la nuova Legge Regionale sul commercio riguardo ai saldi di fine stagione prevede una serie di regole. Non possono effettuare le vendite di fine stagione gli esercenti che commercializzano gli articoli di elettronica Mai come quest'anno i saldi saranno veri e per il corretto acquisto degli articoli in saldo. Dalla Confcommercio arrivano anche alcuni consigli di base. I saldi, possono essere effettuati dagli esercenti che commercializzano i seguenti prodotti: generi di vestiario e abbigliamento in genere; accessori per l’abbigliamento e la biancheria intima; calzature, pelletteria, articoli di valigeria e da viaggio; articoli sportivi; confezioni e prodotti tipici natalizi e pasquali al termine dei relativi periodi. Gli esercenti non sono più tenuti ad effettuare alcuna comunicazione al Comune. Le vendite di fine stagione o saldi devono essere presentate al pubblico con le sole diciture “vendite di fine stagione” o “saldi”. Sulla merce va indicato: · Il prezzo originario;
· Lo sconto espresso in percentuale; · Il prezzo finale di vendita.
Si ricorda che il prezzo deve essere esposto in modo ben leggibile e i caratteri devono essere almeno 1,5 cm. Le merci vendute a saldo debbono essere separate in modo chiaro ed inequivocabile da quelle che eventualmente siano poste in vendita alle condizioni ordinarie, in caso contrario tutte le merci esposte devono essere vendute alle condizioni più favorevoli. Si ricorda, infine, che è fatto divieto tassativo di oscurare le porte a vetri, le finestre o le vetrine con manifesti, cartelloni o altro espediente che impedisca la completa visione dei locali dall’esterno.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
3/7/2010 ore 0:33
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