05/06/2020 ore 21:46
Infiltrazioni mafiose in Umbria, la commissione regionale stila un programma che coinvolge i vari soggetti interessati
La Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Umbria, insediatasi di recente a Palazzo Cesaroni e presieduta da Fabrizio Bracco, al termine della sua prima riunione operativa, ha stilato un programma di attività che prevede di ascoltare, separatamente, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e mondo delle imprese. Subito dopo sarà la volta dei Prefetti di Perugia e Terni, ma nei programmi di attività c’è anche un incontro, a Roma, con il presidente della Commissione parlamentare antimafia, il senatore Beppe Pisanu e un programma flessibile di audizioni ed incontri sempre più mirati con soggetti diversi, da decidere di volta in volta, sulla base delle prime indicazioni che verranno dalle stesse categorie. Ad inizio seduta il presidente Bracco ha comunque definito come propedeutici al lavoro della Commissione tutti gli elementi di conoscenza che già esistono, a partire dalle risultanze finali sulla realtà umbra cui è pervenuta la Commissione parlamentare antimafia presieduta dal senatore Pisanu, fino ad una attenta analisi della rassegna stampa locale che negli ultimi anni ha fotografato il fenomeno partendo da fatti di cronaca. Il lavoro di approfondimento sulle infiltrazioni mafiose in Umbria verrà fatto avvalendosi in modo sistematico anche della esperienza maturata dall’Università di Perugia che da qualche anno ha fatto della legislazione antimafia oggetto di approfondimento e di insegnamento affidato al professor Marco Angelini. Fra i documenti distribuiti ai commissari alcuni stralci della recentissima Relazione annuale stilata dalla Dia (Direzione nazionale antimafia) del dicembre 2008, nella quale a proposito dell’Umbria si può leggere: “In una regione considerata generalmente a bassa densità mafiosa… Si evidenza l’insediamento sempre più aggressivo di gruppi criminali di stampo mafioso e di gruppi criminali extracomunitari, e una maggior capacità criminale di gruppi locali, grazie anche alle interconnessioni tra i gruppi di diversa matrice”.
Intanto la Commissione al termine della sua prima riunione operativa, ha stilato un programma di attività che prevede, fin dalla prossima seduta di ascoltare, separatamente, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e mondo delle imprese. Subito dopo sarà la volta dei Prefetti di Perugia e Terni, ma nei programmi di attività c’è anche un incontro, a Roma, con il presidente della Commissione parlamentare antimafia, il senatore Nicola Pisanu e un programma flessibile di audizioni ed incontri sempre più mirati con soggetti diversi, da decidere di volta in volta, sulla base delle prime indicazioni che verranno dalle stesse categorie. Ad inizio seduta il presidente Bracco ha comunque definito come propedeutici al lavoro della Commissione tutti gli elementi di conoscenza che già esistono, a partire dalle risultanze finali sulla realtà umbra cui è pervenuta la Commissione parlamentare antimafia presieduta dal senatore Pisanu, fino ad una attenta analisi della rassegna stampa locale che negli ultimi anni ha fotografato il fenomeno partendo da fatti di cronaca. Il lavoro di approfondimento sulle infiltrazioni mafiose in Umbria verrà fatto avvalendosi in modo sistematico anche della esperienza maturata dall’Università di Perugia che da qualche anno ha fatto della legislazione antimafia oggetto di approfondimento e di insegnamento affidato al professor Marco Angelini. Fra i documenti distribuiti ai commissari alcuni stralci della recentissima Relazione annuale stilata dalla Dia (Direzione nazionale antimafia) del dicembre 2008, nella quale a proposito dell’Umbria si può leggere: “In una regione considerata generalmente a bassa densità mafiosa. Si evidenza l’insediamento sempre più aggressivo di gruppi criminali di stampo mafioso e di gruppi criminali extracomunitari, e una maggior capacità criminale di gruppi locali, grazie anche alle interconnessioni tra i gruppi di diversa matrice”.
1/4/2009 ore 2:26
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