06/06/2020 ore 10:37
Terni: la Guardia di Finanza scopre un giro di fatture false che supera i 2,5 milioni di euro, denunciati cinque titolari di aziende
Fatture false per circa 2.5 milioni di euro e ben cinque aziende completamente sconosciute al Fisco. Questo il bilancio di una operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Terni, coordinata dal capitano Lello Pisani e dal Tenente Rosario Masdea. La truffa scoperta dai finanzieri ha consentito di evidenziare un giro di fatture fasulle per 2,5 milioni di euro, rilevare 5 aziende completamente sconosciute al Fisco in quanto evasori totali, denunciare all’autorità giudiziaria 5 soggetti per reati tributari e scoprire, infine, un finanziamento illecito percepito dall'azienda per la legge 488/1992 per circa 80mila euro con la conseguente ulteriore denuncia di 3 persone per truffa ai danni dello stato. L'attività della Guardia di Finanza di Terni è scaturita da un controllo effettuato presso una azienda operante in provincia nel settore dell'abbigliamento, beneficiaria nel 2002 di un finanziamento per la legge 488; si tratta di finanziamenti tramite i quali il Ministero delle Attività Produttive (ex Ministero dell'Industria) eroga alle aziende italiane aiuti a fondo perduto o a tasso agevolato e finanzia tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali che l'impresa va a realizzare (esempio spese di progettazione,consulenze su lavori, nuovi fabbricati ecc.). L'attenzione dei finanzieri si è accentrata sul fatto che un finanziamento di circa 80mila euro era stato concesso all'azienda di abbigliamento per lavori su fabbricati effettuati da un imprenditore operante nel settore delle costruzioni; quest'ultima società, dalle indagini effettuate, risultava non essere nelle condizioni di poter effettuare tali ristrutturazioni. Veniva in breve accertato che le fatture emesse dal fornitore erano fasulle in quanto riferite a lavori inesistenti e che quindi l'azienda aveva beneficiato di finanziamenti che non gli spettavano. Da qui scattava la denuncia per la truffa ai danni dello stato nei confronti di entrambi gli imprenditori. Trattandosi, inoltre, di finanziamenti pubblici, i soggetti sono stati anche segnalati alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Perugia per l'azione di recupero dell'importo indebitamente percepito, comprensivo di interessi e dei danni cagionati alla pubblica amministrazione. Le successive indagini consentivano di accertare che la contabilità dell'azienda di abbigliamento indagata celava altri 2,5 milioni di euro di fatture fasulle; il controllo dei finanzieri infatti, acclarata l'illegittimità del contributo percepito, si estendeva a tutta la contabilità dell'impresa consentendo di identificare altre 4 imprese fornitrici che si erano prestate ad emettere fatture fasulle. Da segnalare che l'impresa aveva alle proprie dipendenze manodopera cinese a basso costo e si riforniva di materia prima da canali non ufficiali per cui non è da escludere che l'impresa ricorresse alle fatture fasulle per compensare i bassi costi. Ma vi è di più: emergeva infatti che proprio la società ternana, che aveva emesso le false fatture, per consentire all'azienda indagata di intascare illecitamente il contributo, non aveva mai presentato dichiarazioni fiscali in materia di imposte dirette ed imposta sul valore aggiunto, per un importo nascosto al fisco pari ad oltre 500mila euro. Tra i fornitori, emergevano inoltre altre quattro società ubicate in Campania che, a loro volta, non avevano presentato dichiarazioni al Fisco. In un caso, a seguito dei controlli attivati dalla Guardia di Finanza di Terni, le Fiamme Gialle della provincia di Napoli hanno constatato che addirittura una di queste imprese sarebbe riuscita a nascondere al Fisco circa 25 milioni di Euro. Insomma una serie di violazioni a cascata conseguenti all'originario controllo posto in essere dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni.
9/4/2008 ore 16:10
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