05/12/2020 ore 12:30
Terni: la Procura sequestra l'inceneritore di Maratta ed invia 9 avvisi di garanzia al sindaco Raffaelli ed ai consiglieri dell'Asm
Nove avvisi di garanzia. Arrivati al sindaco di Terni Paolo Raffaelli, ai componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Asm e ad alcuni tecnici. L'avviso porta la firma del Pubblico Ministero Elisabetta Massini, la quale nel documento si riferirebbe a tredici presunti reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore municipale. Raffaelli ha subito convocato la Giunta comunale per un esame della situazione, mentre il presidente dell’Asm Giacomo Porrazzini ha provveduto da parte sua ada informare il sindaco di un provvedimento di sequestro dell’inceneritore, della stazione di trasferenza e degli impianti connessi, che di fatto paralizza il sistema di trattamento e di smaltimento dei rifiuti della città di Terni. Raffaelli ha dato immediata comunicazione al Prefetto Sabatino Marchione per una comune valutazione degli effetti in materia di sicurezza e qualità urbana che quest’ultimo provvedimento potrebbe avere sulla città. “Affrontiamo questa nuova prova – ha commentato il Sindaco Raffaelli – con coscienza limpida e consapevole convinzione di aver tutelato gli interessi, la salute e la qualità della vita della nostra comunità. Ora, quando dopo un anno, un anno intero di verifiche, di proroghe, di stillicidio di informazioni, si arriva a questo esito, malgrado la enorme mole di controdeduzioni poste in essere, esito per me, per il presidente Porrazzini e per gli altri amministratori assai amaro, la questione che consideriamo centrale, prima ancora della nostra doverosa difesa, è evitare che il primo effetto del provvedimento sia rendere impossibile il funzionamento del servizio di trattamento dei rifiuti nella città di Terni e per i Comuni collegati. Ripristinare l’efficacia del servizio è la priorità assoluta e per questo ho sollecitato l’intervento del Prefetto con cui mi sono sentito telefonicamente e che vedrò in giornata”.
Dure le reazioni da parte degli esponenti del centro destra. "Tredici ipotizzati reati ambientali e 9 avvisi di garanzia impongono di abbandonare la tesi del complotto 'giudo-plutaico-massonico' - dicono Raffaele Nevi, Fabio Biscetti e Federico Brizi di FI -, e di dire la verità alla Città che è stanca di questo modo di amministrare che manca di trasparenza e imparzialità. È ora di rendersi conto che la Città, per colpa di Raffaelli, sta diventando tristemente famosa per le innumerevoli indagini che sono attive a partire dalla Corte dei Conti fino ad arrivare alla Procura della Repubblica".
"Il sequestro dell’intero impianto, compresa la stazione di trasferenza - dicono Alfredo De Sio e Carlo Orsini di AN -, apre indubbiamente preoccupanti scenari non solo in ordine al mantenimento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma più in generale su come fino ad oggi è stato gestito il ciclo dei rifiuti nel nostro territorio. Le accuse mosse dall’autorità giudiziaria sono veramente pesanti e certificano definitivamente la fine della missione dell’inceneritore pubblico, che a questo punto non potrà far altro che avviarsi verso la chiusura definitiva non potendo di certo essere destinatario del rinnovo delle autorizzazioni. Invitiamo il Prefetto di Terni a seguire con grande attenzione la vicenda, affinché in questa fase delicata, che con il sequestro totale delle strutture mette in ginocchio l’intero sistema territoriale dello smaltimento, possa essere scongiurata ogni emergenza a danno dei cittadini e del sistema produttivo adottando soluzioni transitorie che permettano comunque di sostenere la gestione della attuale fase critica.

14/1/2008 ore 12:48
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