29/11/2020 ore 13:55
Ambiente: il consigliere regionale Melasecche (Udc) si oppone al trasferimento dei rifiuti dalla Campania ad Orvieto
Melasecche lancia l'allarme rifiuti e dice chiaro e tondo che l'Umbria non può permettersi di diventare la pattumiera della Campania. “La nostra regione ha già dato e più volte - afferma Melasecche -: la presidente Lorenzetti promise che non sarebbero arrivati altri rifiuti dalla Campania, ma poi la pubblica opinione apprese, esterrefatta, a cose già avvenute, che la presidente della Regione e l’assessore Monelli avevano dato in gran segreto il placet per altre 140.000 tonnellate”. Il consigliere dell'Udc continua affermando che “fu un momento di sconcerto generale anche per il rispetto che a tutti gli umbri è dovuto, soprattutto a coloro che da anni si erano fatti carico, come in Provincia di Terni, di una mega discarica e dell’unico inceneritore pubblico che riceve i rifiuti sanitari di tutta l’Umbria. Salvo poi – aggiunge l’esponente Udc - lo sciagurato appoggio agli altri due inceneritori privati per ragioni che rimangono almeno in parte misteriose. Non crediamo che solo le sorti della Ternana possano aver indotto il sindaco Raffaelli e questa maggioranza a sostenere in tutto e per tutto gli interessi del gruppo Agarini”. Aver già mentito una volta fa perdere la fiducia per sempre – aggiunge Melasecche - per cui le notizie in base alle quali il governo dei Pecoraro Scanio e degli amici di Bassolino & Iervolino, la coppia formidabile dei rifiuti campani, sta cercando di nuovo solidarietà presso altre regioni, con il rischio di ripetere la scena di pochi anni fa, è inaccettabile. Chi non è in grado di prendere decisioni sul proprio territorio, di fare i sacrifici necessari, di agire in coerenza, abbia il coraggio morale di dimettersi piuttosto che pretendere di continuare a governare. Terni e la sua Provincia – continua il consigliere regionale - hanno già problemi a sufficienza creati in questi anni di totale miopia. La Giunta comunale ha sfruttato, fino alla consunzione, un impianto prima chiuso per le emissioni di diossina, poi riaperto grazie al coraggio ed alla lungimiranza della Giunta Ciaurro, con la nuova produzione di energia elettrica e l’abbattimento delle emissioni. Il non aver provveduto in tempi di ‘vacche grasse’ (l’Enel ha pagato quella energia circa 15 miliardi di lire in questi anni) né a fare gli ammortamenti necessari né alla manutenzione straordinaria mostra quanta miopia e quanta demagogia abbiano caratterizzato la politica dei rifiuti di questi anni: un Piano rifiuti regionale ed una politica di settore decisamente fallimentare. A maggior ragione – conclude Melasecche - nessuno pensi ora di fare regali all’Acea, che preme per importare rifiuti dalla Campania, l’unica realtà che guadagnerebbe da questa decisione. Sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso. Una cosa è la pazienza, una la mitezza secolare degli umbri, ben altra la stupidità, epiteto che la nostra gente non merita di certo”.
9/1/2008 ore 12:33
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