05/12/2020 ore 04:01
Amelia: la Guardia di Finanza scopre un laboratorio clandestino dove lavoravano giorno e notte 11 cinesi, arrestata la titolare
Un arresto per sfruttamento di soggetti in situazione di illegalità, undici immigrati clandestini - tutti di nazionalità cinese - espulsi dal territorio nazionale, lavoratori in nero, due accertamenti fiscali avviati. Questo il bilancio di una azione di servizio condotta nella notte tra il 6 e il 7 novembre dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza comandati dal Cap. Lello Pisani. Che la provincia di Terni, come molte altre zone dell'Italia centrale, possa prestarsi all'inserimento nel mondo produttivo di manodopera in nero, perchè caratterizzato dalla presenza di imprese di medio-piccole dimensioni è fatto già noto. Certo è però, che questa operazione di servizio , dimostra come la presenza di lavoratori clandestini cinesi, risulta ulteriormente accresciuta, grazie alla lenta ma costante penetrazione nel tessuto economico, di attività commerciali e di artigianali impiantate da cittadini di origine cinese, secondo modelli imprenditoriali particolarmente dinamici. L'indagine della Guardia di Finanza di Terni, che ha portato alla brillante operazione di servizio nel circondario di Amelia, ha preso le mosse dalla osservazione di una piccola comunità asiatica residente in quella zona e dedita alla attività manifatturiera nel settore dell'abbigliamento. In particolare veniva notato lo svolgimento di attività lavorativa anche in orari notturni; a ciò si affiancava la constatazione della presenza in zona di soggetti cinesi in numero superiore a quelli censiti anagraficamente. Quest'ultima circostanza trovava conferma nella presenza nelle scuole della zona di bambini non ufficialmente residenti in quelle località. Inoltre veniva accertato un frequente movimento di furgoni da cui scendevano, in orari insoliti, cittadini cinesi. Tutto questo panorama investigativo, portava i militari della G.di F., nel corso della scorse notti, a procedere ad una irruzione all'interno del capannone ove era in corso l'attività lavorativa. Ed al momento dell'intervento, verso le 23 circa, venivano sorprese una quindicina di persone intente al lavoro su macchine da cucire e telai. Di queste persone, alcune erano talmente assorte e meccanicamente condizionate dal lavoro, da non rendersi conto di quanto stava succedendo. Della presenza dei finanzieri si accorgeva invece molto bene la titolare dell'azienda. Bloccate tutte le uscite i finanzieri procedevano alla identificazione dei lavoratori, individuando subito 11 persone, di cui 4 donne e tutti di età compresa tra i 23 e i 45 anni, privi di documenti e illegalmente presenti sul territorio nazionale. I militari accertavano anche che al piano terra, a ridosso del laboratorio, nonchè al primo piano, erano stati ricavati, utilizzando tramezzi di carton-gesso, degli spazi angusti come dormitorio per i lavoratori; di tutta evidenza il disordine, gli odori sgradevoli e la assoluta precarietà delle condizioni igieniche, subito segnalata alla Asl competente. Spazi limitati alla sola superficie necessaria per contenere i letti; bagni in numero limitato. Nella parte posteriore del capannone, veniva anche rinvenuto un furgone del tipo Fiat Ducato, adattato nel vano posteriore al trasporto di persone; una sorta di minibus, privo di vetri e in condizioni precarie, dove venivano stipate le persone presumibilmente prelevate presso le stazioni della zona, condotte sul posto di lavoro e verosimilmente provenienti da Roma. La titolare dell’attività veniva tratta in arresto per sfruttamento di manodopera clandestina ai sensi del decreto legislativo 286/1998; su iniziativa del Sostituto Procuratore della Repubblica di Terni Dr.ssa Mazzullo, la donna viene sottoposta in data odierna a giudizio direttissimo per realizzare così in tempi immediati le esigenze di giustizia. Sono stati invece colpiti da provvedimento di espulsione gli undici cinesi clandestini. Scattati infine accertamenti fiscali per verificare l'osservanza della norme tributarie e ricostruire la destinazione dei proventi dell’attività illecita. L'operazione che si è protratta per tutta la notte e buona parte del giorno successivo, fa seguito ad analoga già posta in essere dalla G. di F. di Orvieto nel mese di maggio che aveva condotto all'arresto di una persona e alla espulsione di 8 immigrati clandestini cinesi.
(Nella foto alcuni cinesi clandestini sorpresi a lavorare nel laboratorio amerino)
8/11/2007 ore 17:50
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