26/09/2020 ore 18:18
Terni: la città è tra quelle in Italia dove i genitori pagano rette più basse per mandare i loro figli all'asilo nido
Mandare un figlio all’asilo nido comunale costa, per le famiglie ternane, oltre 200 euro in meno rispetto alla media nazionale: solo 11 delle 68 città capoluogo del centro-nord hanno una retta più bassa di quella che si paga nella nostra città, mentre in ben 56 si paga di più, spesso anche molto di più. E’ quanto emerge dall’accurata indagine, presentata nei giorni scorsi, che per il quarto anno consecutivo è stata realizzata dal Servizio Politiche Territoriali della UIL nazionale nei 104 capoluoghi di provincia italiani. A Terni la spesa media sostenuta da una famiglia per la retta al nido comunale è infatti di 2390 euro l’anno, contro una media nazionale che risulta di 2602 euro, 212 in più di quanto pagano i ternani. In assoluto la spesa affrontata dalle famiglie ternane per questo servizio risulta tra le più basse a livello nazionale: solo in 5 capoluoghi del centro Italia su 22 si paga meno che a Terni, mentre in 16 la spesa è più elevata, spesso in maniera sensibile. E’ il caso di Latina, dove ogni famiglia spende mediamente per l’asilo nido 708 euro in più rispetto alla nostra città, ma anche di Pesaro (+870 euro), Viterbo (+967), Ancona (+504), Pescara (+610), Pisa (+1350), L’Aquila (+450), Siena (+510), Prato (+430), Arezzo (+269), Ascoli (+250). I perugini pagano mediamente 320 euro in più (2710) rispetto alle famiglie ternane, ma rette più alte di quelle praticate a Terni si riscontrano ad esempio anche a Rieti, Frosinone, Teramo, Lucca e Pistoia. Solo 3 capoluoghi del nord Italia su 46 hanno rette più basse di quelle applicate nella nostra città, mentre anche diverse città del sud (dove generalmente la qualità del servizio è considerata inferiore) applicano tariffe comunali più “salate”: è il caso ad esempio di Taranto, Matera, Potenza, Messina, Nuoro. Un’ultima annotazione: tra il 2006/2007 e il 2007/2008 le rette degli asili comunali sono aumentate mediamente, a livello nazionale, dello 0,74%, mentre a Terni sono rimaste ferme al livello dell’anno precedente. “I dati della Uil nazionale – commenta in proposito l’assessore comunale alla Scuola, Alida Nardini – confermano la bontà degli sforzi condotti dall’Amministrazione comunale per mantenere e rafforzare servizi di qualità per la prima infanzia a costi sensibilmente più bassi per le famiglie anche rispetto a realtà analoghe alla nostra per dimensioni e caratteristiche. Un impegno di natura economica che corrisponde ad una scelta strategica di fondo che in questi anni abbiamo perseguito, vale a dire quella di credere fortemente nel valore dei servizi educativi, con esperienze anche di avanguardia in campo nazionale e con un’attenzione particolare alla formazione del personale ed alla cura e al miglioramento delle strutture che ospitano i bambini. Del resto la qualità dei nostri servizi, sia dei nidi che delle materne, è ormai da tempo ampiamente e unanimente riconosciuta anche da altre indagini nazionali assai scrupolose e approfondite, che testimoniano il livello di eccellenza delle strutture comunali per la prima infanzia a Terni. Aver consolidato e incrementato tale livello di qualità, a costi più bassi rispetto a capoluoghi similari, è per noi, ma credo per tutta la città, un ulteriore motivo di soddisfazione e uno stimolo a proseguire in questo percorso virtuoso”.






10/10/2007 ore 4:45
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