02/12/2020 ore 04:23
Il consigliere regionale Lignani Marchesani (An) chiede di fare chiarezza sul futuro delle Comunità Montane
Nonostante la cosiddetta riforma endoregionale sia diventata legge, le Comunità montane dell’Umbria sono ancora 9, con 81 amministratori in carica, a fronte dei 25 che dovevano rimanere, nelle intenzioni della maggioranza. La considerazione è del consigliere regionale di An, Andrea Lignani Marchesani, ed è contenuta in una interrogazione alla Giunta, proprio sui ritardi nell’applicazione della legge 24 del 2007, “approvata a colpi di maggioranza, senza accettare proposte e correzioni dell’opposizione, adducendo a pretesto l’urgenza di ridurre i cosiddetti costi della politica da perseguire con un iter brevissimo”. Il consigliere chiede in proposito “qual è il motivo del ritardo del decreto della Presidente Lorenzetti sulle nuove Comunità montane; se, invece, è questo il risparmio di cui il centrosinistra parlava all’inizio dell’estate”.“Si deve dare il tempo al cimitero degli elefanti (perché in molti casi di questo si tratta per le Giunte delle Comunità Montane) di trovare una nuova sistemazione” - osserva Lignani Marchesani - ricordando che la decisione spetta alla presidente Lorenzetti, in quanto, “all’articolo 6 della legge è previsto che il Presidente della Giunta regionale individui, con apposito decreto, la costituzione delle Comunità Montane e, soprattutto, che definisca termini e procedure per l’insediamento dei rispettivi Consigli, cosa che sarebbe dovuta avvenire entro i sei mesi successivi”. Intanto, conclude Lignani Marchesani, “i cittadini vedono come altri denari siano quotidianamente gettati al vento, in barba alla demagogia della Regione leggera e altre amenità elettorali: ci auguriamo che la nostra interrogazione possa aiutare in questo difficile parto”.
26/9/2007 ore 4:21
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