27/11/2020 ore 12:54
Terni: il presidente della Confcommercio Visaggio si sfoga: "siamo stanchi di fare da 'ammortizzatori' tra produttori e consumatori"
La Confcommercio scende in campo per difendere gli interessi della categoria riguardo al temuto aumento dei prezzi che sarebbe indipendente dalla volontà dei commercianti. “E’ dall’inizio dell’estate - dice Claudio Visaggio, presidente della Confcommercio della provincia di Terni -, che assistiamo a questo balletto di cifre sul fronte dei prezzi. La nostra organizzazione, tramite una serie di negozi campione del settore alimentare, sta effettuando da due mesi un monitoraggio settimanale per capire come sta evolvendo la situazione. Conosciamo le tensioni internazionali su alcuni prodotti, ma possiamo dire che finora le variazioni sono state per lo più assorbite nel corso della filiera, spesso senza arrivare al consumo. Una situazione che non può perdurare indefinitivamente. Da luglio, ad esempio, in passaggi successivi, i derivati del latte hanno subito alla produzione aumenti fino al 18%, che non sono stati riversati sul consumatore finale. Attendiamo ora i listini di ottobre, dai quali avremo l’esatta percezione di ciò che succederà sul fronte dei prezzi. Se si dovessero confermare i rincari dei listini previsti per l’autunno, Confcommercio non può che essere dalla parte dei consumatori. Risulta difficile, infatti, giustificare aumenti da parte dell’industria che potrebbero sfiorare il 10% a fronte degli incrementi delle materie prime, che influiscono solo in parte nella formazione del prezzo finale. Già a luglio - ribadisce Visaggio - si preannunciava un autunno caldo sul fronte dei prezzi. Hanno cominciato i pastai denunciando l’aumento allarmante del prezzo del grano sui mercati internazionali e il conseguente ritocco dei propri listini. Colpa dell’aumento di coltivazioni alternative, come mais e girasoli, da cui si ricavano i primi ecocarburanti, e delle speculazioni sui rincari di cui beneficerebbero in primo luogo gli agricoltori. Questi ultimi sono subito insorti, però, per allontanare da sè ogni sospetto. Anche gli artigiani sono intervenuti nel dibattito, allarmati per i rincari di materie prime che rischiano di incidere sul costo finale dei loro prodotti. In questo gioco di cifre e rimbalzi di responsabilità, il commercio - avverte Visaggio - non ci sta a recitare la solita parte del capro espiatorio per l’intera filiera”. ”Se da una parte condividiamo la preoccupazione e l’amarezza per il costante aumento dell’energia e dei servizi che sicuramente influisce su tutti i livelli – prosegue il presidente - dall’altra siamo stanchi di dover fare da unici ammortizzatori tra produzione e consumatori, così come è avvenuto negli ultimi cinque anni. Anche in questa circostanza, come d’altra parte in passato, le aziende associate si adopereranno per intercettare le esigenze dei consumatori che fanno sempre più fatica a far quadrare i bilanci familiari. Questa azione di tutela e trasparenza nei confronti dei nostri utenti, comunque, non deve essere oscurata da dichiarazioni sibilline da parte delle associazioni di consumatori, che non perdono occasione per alzare i toni del dibattito”. Sostenere che la spesa alimentare nel 2007 sia lievitata di oltre il 7% - dice ancora Visaggio - è falso e rischia di far passare sottotono l’emergenza reale che si prospetta per l’autunno. Nell’ultimo anno i prezzi al consumo di alimentari, sono aumentati di circa il 2,5% (dato Istat), senza considerare le promozioni che ormai incidono per un quarto del venduto e abbassano di circa la metà l’indice. Il costo della tazzina di caffè, tanto per fare un esempio, non è di un euro come si paventa, ma a Terni e nelle maggiori città della provincia la media è ancora ferma agli 80 centesimi e non si prevedono aumenti significativi a breve termine”. Auspichiamo - conclude Visaggio - che l’iniziativa delle associazioni dei consumatori diventi un’occasione per dialogare in maniera serena, cercando di far emergere i bisogni delle famiglie e le possibili vie d’uscita”.
12/9/2007 ore 4:46
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