24/10/2020 ore 02:11
Terni: chiusa una casa a luci rosse in via F.Cesi, da tempo vi si prostituivano ragazze sudamericane che attiravano i clienti attraverso annunci
“A Terni, travolgente, calda come il sole, completissima! Strepitosa!”. Difficile resistere di fronte ad un annuncio del genere. Ed in effetti erano in tanti gli uomini, residenti a Terni ma anche in molte località delle vicine province, che rispondevano all’annuncio presentandosi all’appuntamento nel punto convenuto. L’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Terni ha posto fine alla attività di questa insolita casa di appuntamenti che anziché essere stata allestita all’interno di un appartamento, era stata organizzata in un locale al pianoterra al civico 9 di via Federico Cesi. I militari hanno definito quei locali una sorta di “magazzino a luci rosse”, perché in quei pochi metri quadri di spazio si prositutivano dalle 10 alle 23 di ogni giorno alcune avvenenti ragazze sudamericane. Ma andiamo con ordine. Le indagini dei carabinieri sono andate avanti per alcuni mesi ed hanno portato alla fine alla denuncia in stato di libertà di tre cittadine sudamericane rispettivamente di 27, 33 e 48 anni, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le tre donne, in regola con il permesso di soggiorno e da tempo residenti in Italia, gestivano una casa di appuntamenti in via Cesi, nella quale vi facevano prostituire delle connazionali che cambiavano con rotazione settimanale. Le donne si erano divise i compiti: la 33enne aveva affittato da un uomo di 60 anni di Stroncone (ignaro delle illecite finalità della donna) un magazzino seminterrato che veniva trasformato dalle indagate in un insolito postribolo. Nella stanza le tre avevano installato delle tende per dividere il locale, piazzato un letto matrimoniale e montato delle luci soffuse per creare la giusta atmosfera. Al proprietario l’affittuaria aveva riferito che il magazzino le sarebbe servito per accantonarvi dei mobili e per festeggiare i compleanni con gli amici o fare qualche partita a carte. Durante l’indagine la locataria non veniva mai notata prostituirsi nel locale, sebbene questa continuasse a pagare il canone di locazione e le bollette di acqua, luce e gas. La 48enne aveva acquistato delle schede telefoniche inserite poi nei cellulari in uso alle prostitute di turno le quali avevano il compito di prendere le telefonate e di accordarsi con i clienti sull’ora dell’appuntamento. La 27enne, invece, provvedeva all’inserimento degli inserti pubblicitari, chiaramente erotici, a pagamento sui due maggiori settimanali locali. Le indagini hanno permesso di stabilire che per le prestazioni fornite dalle giovani sudamericane i clienti pagavano dei corrispettivi pari a 100 Euro per ogni “servizio completo”. Al termine delle indagini i carabinieri hanno denunciato le tre sudamericane e chiuso il “magazzino a luci rosse”.

10/8/2007 ore 5:48
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