26/09/2020 ore 18:01
Sanità: da Aldo Traccheggiani (An) la proposta di monitorare l'attività dei Sert dell'Umbria per verificarne la loro efficenza
“Ribadisco con forza l’opportunità, presentata dal gruppo regionale di Alleanza nazionale, di istituire una Commissione speciale per contrastare il fenomeno delle tossicodipendenze in Umbria ed effettuare un monitoraggio sulla gestione e sul funzionamento dei Sert (servizio per le tossicodipendenze), adottando, se necessario, i provvedimenti adeguati per porre l’utente al centro del sistema”. Lo ha scritto, in una nota, il consigliere Aldo Tracchegiani (An) secondo il quale “anche a livello nazionale cresce la preoccupazione per lo stato dei Sert. Da una ricerca condotta su scala nazionale emerge che le strutture sono fatiscenti; che nella maggior parte dei casi ci sono rifiuti e materiale abbandonato all’interno ed all’esterno dei locali; che c’è una scarsa attenzione per la sicurezza, sia delle strutture, dove gli impianti e le forniture non sono adeguatamente custoditi, sia per il personale, che per gli utenti”. Tracchegiani denuncia “l’assenza di indicazioni esterne e le difficoltà di accesso per i disabili. Il 60,3 per cento delle strutture – fa sapere – all’ingresso presenta barriere architettoniche e nel 70 per cento dei casi mancano i bagni per i disabili. Nel 20 per cento dei casi, i bagni, mancano addirittura. Anche la privacy è insufficiente – denuncia il vice presidente della III° Commissione – e poi, non esistono neanche opuscoli informativi o altri avvisi che possano aiutare pazienti e familiari”. Secondo la stessa indagine sui sert, nel 96,3 per cento dei casi, non esiste la reperibilità, 24 ore su 24, dei responsabili del servizio. Manca, inoltre, un servizio di mediazione culturale che possa valutare le diverse etnie dei soggetti che si avvalgono di queste strutture”. Per Tracchegiani, sempre in riferimento ai Sert “è scarso anche il coordinamento con i medici di medicina generale. E’ dimostrato – spiega - che nel percorso terapeutico dei tossicodipendenti questi medici svolgono un ruolo chiave. Il 79.9 per cento dei pazienti si è rivolto al proprio medico di base dichiarando lo stato di dipendenza. In più della metà dei casi si rivolgono ad esso per un rapporto di fiducia”. Tracchegiani è sicuro che “quanto rilevato a livello nazionale rispecchia perfettamente l’immagine umbra. Proprio oggi – fa sapere - alcuni rappresentanti della Casa delle Libertà di Perugia hanno manifestato seria preoccupazione per il Sert di Monteluce. Il quartiere vive grossi disagi a causa della cattiva gestione della struttura. I vicini reparti ospedalieri, ormai vuoti, sono convertiti in luoghi di spaccio a cielo aperto. Per questo – sottolinea - aumenta la criminalità e diminuisce la sicurezza”. “Cosa fanno le istituzioni per fermare questo fenomeno?”. Per Tracchegiani “non è stata una buona idea quella di rendere con la legge regionale 1/2007 la diagnosi e la certificazione dello stato di dipendenza di competenza esclusivamente pubblica. In questo modo si rende marginale e secondaria l’importante collaborazione del privato e delle Comunità terapeutiche, dove il paziente viene messo dignitosamente al centro di un percorso riabilitativo, in una struttura-casa-villaggio, lungo il quale viene accompagnato umanamente da operatori esperti . Appare chiaro, - aggiunge - anche alla luce delle statistiche di quest’anno, l’errore strategico del Governo nazionale e locale”. Per Tracchegiani, in conclusione “va garantita la messa in sicurezza delle strutture, l’abbattimento delle barriere architettoniche e una maggiore attenzione alle esigenze dei tossicodipendenti mediante verifiche periodiche, anche attraverso la raccolta di reclami e segnalazioni degli utenti e dei cittadini che vivono nelle prossimità dei centri. Le istituzioni non devono permettersi di lasciare malati allo sbando e cittadini in pericolo”.
18/10/2007 ore 11:55
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