26/11/2020 ore 12:42
Terni: sabato 17 e domenica 18 marzo la Caritas diocesana organizza visite di controllo per le donne immigrate
Torna il 17 e 18 marzo presso l’ambulatorio medico di “San Giovenale” della Caritas diocesana di Terni Narni Amelia il progetto “Salute donna” per la prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile e rivolto a tutte le donne immigrate. Le visite specialistiche alle donne saranno effettuate sabato 17 e domenica 18 marzo, il sabato dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 12. Nel mese di marzo, in occasione della festa della donna, le attività dell’ambulatorio medico della Caritas sono tese alla promozione della qualità della vita della donna. Il progetto prevede l’esecuzione di visita ginecologica, Pap Test, mammografia ed ecografie mammarie e pelviche a tutte le donne immigrate in un'unica seduta e gratuitamente. La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie alla collaborazione con le due Aziende Sanitarie presenti nel territorio: l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” e la Asl n 4, che hanno contribuito con le loro attrezzature e il personale medico e infermieristico. La festa della donna, in occasione della quale si realizzerà tale progetto, può essere un’occasione di impegno, di vicinanza affettuosa e concreta a tutte le donne, ma soprattutto a coloro che vivono, spesso sulla loro pelle, i drammi, l’emarginazione talvolta anche lo sfruttamento, “per tutelare con una testimonianza concreta – spiega la responsabile del progetto Maria Grazia Proietti - la vita delle donne soprattutto di quelle più deboli, come le donne immigrate e per realizzare quella integrazione reale che caratterizza da sempre le attività dell'Ambulatorio San Giovenale”. L’ambulatorio medico per l’accoglienza e la cura medica degli immigrati presso i locali della Caritas diocesana di Terni Narni e Amelia è attivo dal giugno del 2003. In un tempo di grande cambiamento sociale e culturale, dove forse l’elemento più importante è la “nuova migrazione dei popoli”, in cui gran parte dell’umanità, soprattutto la più povera e disperata, conosce la dimensione della precarietà e dell’incertezza, si è inteso dare una risposta concreta anche alla domanda di salute posta dagli immigrati e riconosciuto loro il diritto a un’esistenza dignitosa. L’ambulatorio medico è rivolto proprio a tutti gli immigrati indipendentemente dal loro stato giuridico, ed è garantito dalla professionalità di medici e infermieri che volontariamente prestano la loro attività con generosità e amore. L’ambulatorio è aperto 2 volte alla settimana, si svolgono circa 200 visite l’anno e da 4 anni è aperto anche un Ambulatorio ginecologico 2 volte al mese, dove prestano il loro servizio ginecologhe ed ostetriche, garantendo, oltre a visite specialistiche, l’esecuzione del Pap Test, grazie ad una convenzione stipulata con l’Azienda Ospedaliera S.Maria di Terni. La sinergia tra Caritas diocesana, azienda ospedaliera “S.Maria” di Terni, Asl n.4, messa in campo per favorire la salute, diritto primario e fondamentale di tutti, ha dato ottimi risultati. Nel 2006 nei due giorni in cui i è articolato il progetto “Salute donna” sono state visitate 114 le donne immigrate, la gran parte delle quali senza permesso di soggiorno, che hanno potuto usufruire della diagnostica e assistenza messa in atto con il progetto per la prevenzione dei tumori della sfera genitale e della mammella. Una due giorni che ha visto all’opera medici e infermieri esclusivamente donne che, volontariamente, hanno provveduto ad eseguire visite ginecologiche, mammografia, ecografia mammaria, e pap test con le strumentazioni fornite dalle istituzioni sanitarie locali. Quindici i paesi di provenienza delle donne (in gran parte originarie della Romania, Ucraina, Moldavia, Polonia, Albania, Peru', Marocco, India, Pakistan, Brasile, Senegal, Cuba, Nigeria, Tunisia,Repubblica Dominicana) che hanno aderito all’iniziativa, e di età compresa tra i 16 ed i 76 anni. La nuova sede della Caritas diocesana rappresenta per molti sempre di più una vera e propria “cittadella della solidarietà” che cerca di far fronte ai diversi tipo di bisogni delle persone in specie degli extracomunitari a cominciare dal primo incontro con il centro di ascolto, proseguendo con l’avviamento al lavoro e passando naturalmente per la salute e l’accoglienza fraterna. “Due terzi delle donne visitate – ricorda la dott.ssa Maria Grazia Proietti - sono irregolari e non andranno mai in una struttura pubblica, perché hanno timori di avere problemi con la legge. In questo modo hanno avuto la possibilità di avere un’assistenza medica che, per i casi più gravi, proseguirà anche con le cure appropriate secondo le necessità dei casi”.


13/3/2007 ore 21:11
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