03/06/2020 ore 04:20
Usura: la Regione analizza i dati degli ultimi anni, gli interventi fatti vanno bene ma bisogna intensificare interventi e controlli
"E' stato un lavoro straordinario quello svolto fino ad oggi dalla Fondazione Umbria contro l’usura, ma bisogna fare di più". Questo il commento dei consiglieri regionali, rispetto alla situazione che si registra attualmente in Umbria. "E' necessario sensibilizzare ulteriormente il mondo del credito", è stato detto, a conferma che ci vorrà ancora molto per debellare il fenomeno dell'usura. Dalla relazione presentata in aula dal presidente della prima commissione Oliviero Dottorini, sull’attività della Fondazione nell’anno 2005, è emerso che in Umbria, nell’ultimo quadriennio, si riscontra un limitato aumento di denunce: dalle 37 del 2001 si è passati alle 46 del 2002, alle 51 del 2003, alle 53 del 2004 e, in ultimo, alle 55 del 2005. "In tale contesto – ha sottolineato Dottorini – è continuata l’attività di soccorso alle vittime. Alle 78 domande presentate negli anni precedenti si sono aggiunte 7 istanze prese presentare nel 2005 delle quali 4 sono state accolte per complessivi esborsi di euro 42 mila, il che porta a 50 le domande accettate. Le insolvenze – fa sapere il presidente della I° commissione – ammontano a circa il 25,6 per cento, rispetto al 22 per cento dell’anno precedente. E’ evidente che i tre quarti delle vittime hanno onorato l’impegno di restituzione, grazie anche, comunque, all’intervento della Fondazione che non consegna somme di denaro ai soggetti in questione, ma li assiste anche per l’epoca successiva alla delibera di intervento". Dal resoconto finale si è potuto dedurre che molte attività commerciali e artigianali sono state sanate. "nel 2005 – ha fatto sapere Dottorini – le categorie risultate più a rischio sono state: i lavoratori dipendenti, i commercianti, gli artigiani e i pensionati". Molta importanza nella sua relazione, Dottorini l’ha riservata all’opera, svolta dalla Fondazione, di "tutoraggio che si conferma – dice – importantissima perché consiste nell’azione di ascolto di centinaia di persone. Per questo motivo è indispensabile potenziare l’ambulatorio antiusura". Nel suo intervento, il capogruppo di Forza Italia Fiammetta Modena si è soffermata su alcune riflessioni scritte del presidente della Fondazione Piero Cenci ed ha sottolineato il passaggio in cui si afferma che "per la gran parte degli usurati non vi è altra soluzione che quella di soggiacere alle richieste degli strozzini, ritenuti, nonostante tutto, degli amici con i quali si vive un rapporto di amore-odio. Quando si arriva alla denuncia – ha detto Modena – essa proviene da un soggetto disperato, con una situazione debitoria irrecuperabile. L’attuale scarsità di risorse da parte della Fondazione – ha fatto notare il capogruppo forzista – ha reso gli istituti di credito singolarmente guardinghi, se non addirittura diffidenti. E’ importante –ha sottolineato ancora, d’accordo con il presidente della Fondazione – la necessità di re-impostare relazioni franche con il sistema bancario per fissare insieme alcune strategie nell’interesse dei soggetti deboli meritevoli di tutela". In conclusione, Modena, ha invitato "a riproporre questa problematica nella discussione consiliare sul Dap". Per il capogruppo di Rifondazione comunista Stefano Vinti “la relazione annuale della Fondazione antiusura è spesso sottovalutata dal Consiglio regionale. La struttura non ha risorse sufficienti per fronteggiare un fenomeno che, nella nostra regione, è ad altissima intensità. Oltre alla Regione è indispensabile l’intervento dello Stato perché, in moltissimi casi, l’usura riguarda soggetti che vivono in una condizione sociale in cui trovano difficoltà per usufruire perfino dei diritti basilari e primari. Tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità dalle quali non pensi di sfuggire il sistema del credito umbro che spesso, per le difficoltà di accesso del cittadino, favorisce indirettamente lo strozzinaggio. Serve una grande banca pubblica che si assuma anche qualche rischio. La politica deve comunque interessarsi direttamente dei problemi dell’usura. Davanti a queste problematiche dei cittadini non possiamo e non dobbiamo nasconderci". Secondo Franco Tomassoni (Margherita) "l’usura è una questione che viene ufficializzata soltanto in pochi casi. Dovremo tornare a parlarne anche in occasione della discussione sul Dap. Il mondo del credito va sensibilizzato tramite la politica. Il nostro Partito ha presentato mesi orsono una proposta di legge che riguarda ‘il prestito sociale d’onore’, sarebbe importante velocizzare il suo iter perché si avrebbe la possibilità di dare importanti risposte alle categorie più deboli come i pensionati e soggetti con redditi di poco sopra la sopravvivenza". Per Alfredo De Sio (An) "siamo di fronte ad una realtà, purtroppo concreta. Va rivisto l’accesso dei cittadini al mondo del credito. Negli ultimi dieci anni è mancata la presa di coscienza del lavoro svolto dalla Fondazione anti usura. Si è verificato, quasi, un ‘lavarsi le mani’ riversando tutti i problemi sulla stessa Fondazione. Oggi serve una discussione approfondita all’interno delle istituzioni pubbliche, a cominciare dalla Regione. Non possiamo comunque non ricordare che negli ultimi anni ci sono state sostanziali innovazioni inerenti il credito, come l’avvento di Basilea 2".
19/3/2007 ore 11:39
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