03/06/2020 ore 06:28
Ambiente: al via il progetto della Regione che prevede un maggiore risparmio energetico negli edifici pubblici
Anche le pubbliche amministrazioni possono fare molto per il risparmio energetico. Anzi, una loro condotta virtuosa può agire da stimolo per il settore privato. Ne è convinta la Regione dell’Umbria che si è fatta promotrice di un progetto denominato “Regione Umbria e sue Municipalità per l’efficienza ed il risparmio energetico in edifici pubblici”, finalizzato all’ottimizzazione energetica ed al contenimento della dispersione termica negli edifici di proprietà pubblica: asili nido, ospedali, scuole, palestre, biblioteche e musei. L’iniziativa, che vede coinvolti in questa fase iniziale i sei maggiori comuni umbri (Perugia, Terni, Foligno, Orvieto, Città di Castello e Spoleto) e le Agenzie per l’energia e l’ambiente della regione, è stata illustrata dall’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini e del presidente dell’”Agenzia per l’Energia e l’Ambiente” della Provincia di Perugia, Cesare Migliozzi, alla presenza degli amministratori dei comuni coinvolti. Il progetto, cofinanziato dal Ministero dell’ambiente, consentirà di quantificare la dispersione energetica negli edifici pubblici, di fornire una stima del costo per l’adeguamento ai nuovi standard ambientali ottimali e di individuare soluzioni idonee a ridurre di almeno la metà la domanda di energia per riscaldamento, condizionamento, ventilazione, acqua calda ed illuminazione. “Saranno circa 500 – ha spiegato l’assessore Bottini - gli edifici umbri tra i quali si sceglierà, per le diverse tipologie, un edifico campione da sottoporre a rilevamento di consumi e fabbisogni energetici. Anche questo progetto – ha proseguito – testimonia la crescente attenzione rivolta dalla Giunta regionale alle questioni ambientali e di risparmio energetico, alla riduzione di costi e consumi ed al contenimento delle emissioni inquinanti causa dell’effetto serra. Efficienza e risparmio energetico sono un settore rilevante nel quale concentrare gli sforzi degli enti locali per migliorare la ‘governance’ e promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile e condiviso. Entro venti mesi – ha concluso Bottini – saremo in grado di mettere a disposizione delle autonomie locali progetti sperimentali che vanno in questa direzione”. Il progetto è sperimentale e risponde alle direttive europee per la certificazione energetica degli edifici e che costituisce un primo approccio per arrivare anche in Umbria ad un prototipo di certificazione regionale. Sono previste tre fasi relative all’identificazione di un campione rappresentativo di edifici pubblici dove si ritiene opportuno intervenire; un “audit energetico”, per quantificare la dispersione energetica in ciascuno edificio monitorato e proporre soluzioni di risparmio energetico; infine l’individuazione e la valutazione dei possibili interventi di risparmio realizzabili. E’ inoltre previsto l’adeguamento di un edificio pubblico di particolare interesse ai nuovi standard ambientali ottimali per creare un punto di riferimento sperimentale utile ad analoghe iniziative. Per l’elettricità in Italia oggi servono 317 miliardi di kilowattora e nel 2020 si stima che ne occorreranno circa 423 miliardi, con un incremento di circa un terzo dell’attuale consumo. Un aumento di 106 miliardi di kilowattora che può essere evitato – a detta degli esperti - se si incrementano efficienza energetica e risparmi ottenibili con le nuove tecnologie (frigoriferi ed altri elettrodomestici in regola con l’etichetta energetica, cambiando le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle a fluorescenza a basso consumo) e se si opera una drastica riduzione dei consumi in tutti gli edifici, a partire da quelli pubblici.

2/3/2007 ore 15:21
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