26/11/2020 ore 08:40
Terni: il Comune decide di vendere alcuni beni immobili per fare cassa, tra questi l'ex scuola elementare di Piediluco e altri terreni e fabbricati
Il consiglio comunale ha approvato ieri con 14 voti a favore, 6 astenuti e 2 contrari la vendita, nei modi stabiliti dalla legge, di alcuni immobili non più suscettibili di pubblica utilizzazione. In particolare si tratta dell’ex scuola elementare di Piediluco con una base d’asta di 821.500 euro; di un terreno e di un rudere in località Palmetta per un importo complessivo a base d’asta di 305.500 euro; di un fabbricato rurale e di terreni in località Santa Maria della Rocca per un importo a base d’asta di 514.500 euro; di un terreno di 3.790 metri quadrati in via Bramante per un importo a base d’asta di 500.000 euro. Sulle modalità di approvazione di questo atto i gruppi di opposizione di Udc, Forza Italia, An, Città Nuova e Gruppo Misto, hanno mostrato forte dissenso e sottolineato il disaccordo riguardante la votazione manifestato dalle forze di sinistra. “Anche oggi - hanno scritto in una nota i rappresentanti di questi partiti - abbiamo assistito ad un nuovo capitolo della crisi dei rapporti all’interno della maggioranza di centro-sinistra. L’atto che riguardava la vendita di alcuni immobili del Comune, tra i quali la scuola elementare di Piediluco, una casa colonica di Palmetta, un fabbricato in località Santa Maria della Rocca e un lotto di terreno in via Bramante prospiciente gli uffici finanziari, per i quali era stata chiesta la votazione per parti separate, è stato approvato, per quel che riguarda l’ultimo punto, con i voti contrari di Rifondazione Comunista, con l’astensione di una parte dei Ds e dello Sdi, mentre il consigliere Pandolfi della Margherita non ha partecipato al voto. L’opposizione è uscita dall’aula in dissenso con il provvedimento. Di fatto la delibera è stata votata con appena 14 voti a favore. Inoltre è stato necessario ripetere più volte la votazione, a nostro parere in maniera non regolare, a causa della confusione che regnava in aula. Il nervosismo all’interno del centro-sinistra - si legge ancora nela nota - è dovuto, a nostro parere, al fatto che sull’area contigua a via Bramante si sono verificati problemi anche in passato a causa di una sua non corretta valutazione, prima della cessione ai privati. A conferma dello stato di tensione e di confusione tra le fila della maggioranza, il gruppo dei Ds, subito dopo l’esito della votazione, ha chiesto una sospensione della seduta per una verifica politica al proprio interno”.



23/1/2007 ore 5:21
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