04/12/2020 ore 20:49
Terni: domenica 26 novembre giornata di riflessione in memoria del servo di Dio Giunio Tinarelli
Domenica 26 novembre si terrà la giornata di riflessione, preghiera e condivisione fraterna, nell’anniversario della traslazione del servo di Dio Giunio Tinarelli, organizzata dalla Diocesi di Terni Narni Amelia, dall’Unitalsi, dal Centro volontari della sofferenza e dall’ufficio diocesano per la pastorale della salute. La giornata avrà inizio alle 10 presso l’auditorium del Carmine di Terni con il dibattito su: ”Giunio, seminatore di speranza nella carità” al quale interverranno: don Armando Aufiero, responsabile nazionale dell’apostolato CVS; Giovanni Ponzi, consigliere nazionale Unitalsi; dott. Lino Di Giovambattista, tutore di medicina generale di Roma, e che sarà moderato dal dott. Raffaele Natini presidente della sottosezione di Terni dell’Unitalsi.
Alle ore 12 nella Cattedrale di Terni sarà celebrata la Messa in ricordo di Giunio e per tutti i malati. La giornata terminerà con il pranzo presso la mensa aziendale Ancifap di Pentima a Terni.
GIUNIO TINARELLI - Il 14 gennaio 1956 il giovane ternano Giunio Tinarelli moriva nel suo letto nel quale era immobilizzato da oltre vent’anni per una grave malattia. Aveva appena 44 anni e una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza. E’ stata questa la vocazione che ha segnato la vita e la testimonianza del giovane operaio delle Acciaierie, sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio della parrocchia del Duomo sotto la guida di don Peppino, fin quando la malattia lo colpì appena ventenne. La poliartrite anchilosante e spondilite non gli consentirono più alcun movimento, ma non impedirono al giovane Giunio di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes con il treno dei malati. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere, conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri.



24/11/2006 ore 15:53
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