05/12/2020 ore 18:07
Indulto: la Regione ha istituito un tavolo di coordinamento per aiutare i detenuti a reinserirsi nella società
Fronteggiare il problema dell’inserimento socio-lavorativo dei soggetti beneficiari dell’indulto e sperimentare modelli innovativi da applicare sul territorio regionale: con questo obiettivo, su iniziativa dell’assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara, è stato attivato un Tavolo di coordinamento regionale che coinvolge i rappresentanti dei Comuni capofila di ambito, delle Province di Perugia e Terni, del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, dei direttori degli istituiti di pena umbri, della Conferenza regionale volontariato e giustizia e dei Sert delle aziende sanitari locali. “L’indulto – ha detto Stufara – se da un lato ha fatto emergere le criticità del sistema dei servizi socio-sanitari, dall’altro ci pone di fronte a nuove opportunità. In particolare in Umbria il piccolo numero di soggetti che hanno fruito dello sconto di pena ci permette lavorare senza dover affrontare emergenze e quindi di formulare dei modelli di reinserimento da far partire già dal momento in cui la pena si avvia alla conclusione”. Stufara ha poi evidenziato che “in Umbria ci sono gli strumenti giusti in termini di risorse economiche e strumentali per poter lavorare in modo coordinato tra i vari ambiti territoriali, al fine di consolidare la rete dei servizi, istituire percorsi di accompagnamento individualizzato e potenziare il ruolo di mediazione dei soggetti che operano nel settore. Durante la riunione sono state segnalate alcune emergenze legate prevalentemente ai soggetti detenuti stranieri, per i quali è indispensabile garantire anche un alloggio, ai tossicodipendenti, che in Umbria rappresentano oltre il 20 per cento della popolazione penitenziaria, ed ai malati affetti da patologie croniche. Per gestire il primo impatto provocato dall’indulto la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato un provvedimento che prevede un contributo straordinario di 40mila euro per i Comuni sede degli istituti penitenziari. Al termine della riunione l’assessore ha sottolineato che i tempi per l’attivazione dei vari percorsi saranno medio-lunghi, ma ha ribadito che l’indulto va considerato un “primo passo necessario verso una rivisitazione del sistema penitenziario per attribuire alla pena la sua funzione di recupero e reinserimento. L’incontro – ha aggiunto – è stato positivo perché avvia un confronto costante per affrontare una problematica complessa e delicata come quella dell’indulto. Inoltre, permetterà di utilizzare al meglio le risorse che il Governo metterà a disposizione integrando le capacità e le risorse umane e finanziarie di diversi soggetti”.
17/9/2006 ore 13:55
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