26/11/2020 ore 01:29
L'assessore all'Istruzione della Regione Maria Prodi ha inviato il proprio augurio a alunni e insegnanti in vista della ripresa delle lezioni
“Auguri di buon anno a chi fa scuola: auguri al nostro paese perché impari che chi fa scuola, chi insegna e chi studia, fa crescere il paese, ne costruisce il futuro”. Con queste parole l’assessore all’istruzione della Regione Umbria, Maria Prodi, conclude il suo augurio di “buon anno” per l’avvio del nuovo anno scolastico. Nella lettera di saluto inviata alle scuole umbre, e rivolta a studenti, dirigenti scolastici, insegnanti ed operatori, Prodi ricorda che “ogni anno segna una tappa significativa nella crescita di ogni ragazzo e ogni anno è una nuova esperienza per chi insegna. Anche chi ha accumulato delusioni – spiega Prodi -, segnando anno dopo anno la distanza fra le proprie aspettative e un sistema spesso carente e confuso, sente all’inizio dell’anno una sensazione di attesa, di emozione: la sensazione di rimettersi in gioco. Chi guarda all’istruzione da lontano a volte pensa che la scuola sia ferma e che solo imponendo dall’esterno un disegno legislativo si ottengano cambiamenti. Chi fa scuola sa invece – scrive l’assessore - che la scuola si muove con il lavoro di ogni anno, di ogni mattina. Sa che spesso potrebbe lavorare meglio se ricevesse risorse e sostegno, anziché direttive. Il governo – prosegue - ha per ora deciso di non sovrapporre alla scuola un altro disegno di riforma. Nessuna vendetta ideologica. Ma di smontare, armato di cacciavite, i pezzi che non vanno. E ha promesso che non si procederà più senza confronto, senza ascolto. Importanti aggiustamenti sono stati fatti, altre modifiche essenziali andranno introdotte rivedendo per esempio il secondo ciclo con lo scopo di valorizzare i percorsi tecnici e professionali mantenendoli però strettamente connessi al sistema unitario della scuola italiana”. Per Prodi “non c’è nessun conservatorismo nell’annunciare che non si scaricherà sui disagi e sulle incongruenze della scuola un’altra riforma. Ma una profonda fiducia nell’autonomia delle scuole e nella necessità di un cambiamento che coinvolga tutti i diversi livelli istituzionali e il tessuto economico-produttivo a sostegno di questa autonomia. La Regione – sottolinea l’assessore - ha un ruolo sempre più importante nel sostegno della autonomia delle scuole”.
13/9/2006 ore 17:49
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