19/07/2018 ore 20:55
Terni: organizzano finti matrimoni tra donne dominicane e giovani italiani, la polizia denuncia sei persone
Avrebbero organizzato dei finti matrimoni finti per ottenere la cittadinanza italiana. Dietro a questa forma di raggiro ci sarebbe stato un giro di denaro. Si parla di circa 5mila euro per ogni matrimonio combinato. A scoprire tutto è stata la polizia di Stato che ha denunciato sei persone. Le indagini sono partite lo scorso mese di agosto ed avrebbero permesso di scoprire che a mettere in piedi l’organizzazione fraudolenta erano stati due uomini: uno di nazionalità italiana e l’altro dominicano. Tutto sarebbe ruotato intorno a dei finti matrimoni di donne extracomunitarie, prive di permesso di soggiorno. Queste, pagando una somma che si aggirava intorno ai 5mila euro, regolarizzavano la loro posizione "sposandosi" con cittadini italiani compiacenti. Quattro sono stati i matrimoni “controllati” dalla polizia e che si sarebbero dovuti celebrare in comune a Terni. Essi hanno visto protagoniste donne di origine dominicana. A gestire tutto sarebbero stati un 50enne italiano ed un 46enne dominicano. La polizia ha accertato che dei giovani ternani, in cambio di soldi, con somme che variavano dai 1.500 ai 2.500euro, accettavano di “sposarsi con donne dominicane che nemmeno conoscevano, con la garanzia di ottenere il cosiddetto “divorzio breve” qualche tempo dopo. I due uomini, ai quali si sarebbero rivolte le donne straniere per ottenere il permesso di soggiorno, si occupavano di reperire “mariti” compiacenti, individuandoli in giovani uomini in ristrettezze economiche. I due “organizzatori” pensavano a tutto, provvedendo ad accompagnare i futuri “sposi” presso gli uffici interessati, trovando i testimoni di nozze, anche loro compiacenti, per poi suggerire agli sposi la versione da dare eventualmente agli inquirenti nel caso qualcuno si fosse interessato ad avere notizie circa i motivi che avevano portato la straniera a sposarsi con il giovane italiano di turno. Le indagini della polizia hanno permesso di bloccare tutti i matrimoni che erano stati organizzati. Gli agenti della Digos, guidati dal vicequestore aggiunto Marco Colurci, sono entrati in azione prima dell’inizio delle celebrazioni. Grazie agli elementi acquisiti, la polizia ha potuto ricostruire i reali rapporti fra gli sposi e i testimoni. Sono così scattate le denunce nei confronti degli organizzatori e delle persone coinvolte. Il reato contestato è quello di tentato favoreggiamento alla permanenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale. Per le “spose” è scattata la denuncia per violazione della normativa sul soggiorno ed è stato avviato l’iter per l’espulsione.
8/1/2018 ore 11:39
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