05/12/2020 ore 18:19
Terni: 58enne si finge cieco per prendere la pensione dall'Inps, i carabinieri lo scoprono e lo arrestano
Sulla carta figurava come persona non vedente, ma in realtà, sembra che ci vedesse talmente bene da fare persino il guardalinee durante le partite di calcio. A smascherare l’uomo, un pregiudicato ternano di 58 anni, sono stati i carabinieri che lo hanno arrestato. L’accusa parla di truffa aggravata continuata in concorso ai danni dello Stato. L’uomo è accusato di aver “fraudolentemente percepito dall’Inps” una pensione d’invalidità civile che gli veniva riconosciuta in quanto “non vedente”. E’ stata anche denunciata la compagna cinquantenne (di origini dominane) dell’uomo, accusata di concorso per il medesimo reato. Secondo quanto riferito dall’Arma, l’uomo, gravato da numerosi precedenti penali connessi alla commissione di reati inerenti gli stupefacenti e contro la fede pubblica, è accusato di aver simulato, dal febbraio 2008 ad oggi, di essere cieco assoluto, ottenendo illecitamente l’irrogazione della relativa indennità pensionistica per una erogazione complessiva di circa 130mila euro. All’inizio di quest’anno un equipaggio dei militari della stazione di Terni, aveva notato in giro in città l’uomo mentre svolgeva le normali attività quotidiane in piena autonomia e senza il supporto di alcuno. Quanto visto dai carabinieri strideva in maniera evidente con le difficoltà che lo stesso soggetto evidenziava nelle molteplici occasioni in cui negli ultimi anni si era recato in caserma per l’espletamento di vari atti di polizia giudiziaria: ossia quelle di un non vedente che necessitava costantemente della guida della propria compagna per muoversi, nonché di un aiuto anche solo per apporre una firma. La conseguente attività investigativa, sviluppata con servizi di pedinamento corredati di fotografie e videoriprese, permetteva ai carabinieri di documentare come l’uomo fosse in grado di portare tranquillamente a termine tutte le comuni incombenze giornaliere, con atteggiamenti ed azioni palesemente proprie di una persona pienamente vedente e non afflitta, come risultava dalle sue certificazioni, da un deficit visivo del 100%. Addirittura l’arrestato è stato osservato e “registrato” dai militari mentre svolgeva le mansioni di ausiliario dell’arbitro, nella fattispecie di “guardalinee”, nel corso di un incontro di calcio dilettantistico. L’uomo segnalava correttamente la fuoriuscita del pallone dalla linea laterale del campo alzando la bandierina, seguiva l’azione dei calciatori muovendosi lungo la linea laterale del campo ed alla fine dei tempi regolamentari invertiva la sua posizione in campo, spostandosi nella parte longitudinale opposta a quella precedentemente tenuta, il tutto senza l’ausilio di accompagnatori e/o strumenti tecnici. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato che l’uomo, negli ultimi cinque anni, è stato deferito in stato di libertà da diversi uffici di polizia di tutto il territorio nazionale per la commissione di oltre 20 episodi di truffa, in alcuni dei quali avrebbe posto in essere comportamenti incompatibili con la sua asserita cecità totale. I numerosi elementi probatori raccolti nel corso dell’indagine hanno dunque evidenziato come il 58enne, con la complicità della compagna, attraverso una ben collaudata e sistematica azione di simulazione nei momenti opportuni della sua condizione di cecità, induceva con artifizi e raggiri l’Inps a erogargli indennità pensionistiche non dovute che, dal 2008 ad oggi, gli hanno permesso di intascare quasi 130mila euro. Sulla scorta degli elementi di prova emersi dall’attività investigativa il Gip del Tribunale di Terni nei confronti del finto invalido ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, il sequestro di tutta la documentazione medica ed amministrativa relativa alla sua invalidità ed in base agli accertamenti effettuati unitamente al Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Terni, il sequestro conservativo presso banche ed uffici postali dei conti correnti, dei libretti di risparmio nominativi e al portatore, dei fondi azionari ed obbligazionari, delle cassette di sicurezza e quant’altro riconducibile all’indagato ed alla sua compagna al fine di recuperare l’ingente somma frutto della truffa perpetrata ai danni dello Stato.
26/5/2017 ore 11:25
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