26/11/2020 ore 22:42
La Forestale denuncia quattro persone per abuso edilizio, c'è anche un dirigente comunale
Agenti della stazione del Cfs di Ferentillo hanno denunciato quattro persone. A finire nei guai, per reati che vanno dall’abuso edilizio all’abuso d’ufficio, sono stati un affittuario di immobili, nonché stretto familiare di un noto politico locale ed affermato libero professionista , il direttore dei lavori, un imprenditore edile ed un dirigente del Comune di Polino. L’indagine - si legge in una nota diffusa dal Corpo Forestale dello Stato - aveva avuto inizio la scorsa estate, a seguito di un controllo relativo alla realizzazione di una tettoia per il ricovero di animali e fienile, sita in località Cesa Piana del Comune di Polino. Per la realizzazione di questa costruzione il proprietario sarebbe stato in possesso del titolo autorizzativo (Permesso di Costruire), che però ad un controllo più approfondito avrebbe fatto emergere delle irregolarità riguardanti il rilascio. Dall’esame degli atti a corredo del "PdC", sarebbe infatti emerso che lo stesso documento era illegittimo, in quanto mancante di alcuni presupposti essenziali per il suo rilascio,: nello specifico, a detta del Cfs, sarebbe mancato l’atto di asservimento dei terreni interessati per l’edificazione, nonché il vincolo quindicennale di destinazione d’uso del fabbricato non residenziale, così come previsto dalla normativa edilizia. Atti, questi, sempre a detta della Forestale, che dovevano essere acquisiti dal Comune prima del rilascio del Permesso di Costruire. A seguito di queste irregolarità è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria anche il dirigente comunale firmatario dell’atto. In sede di controllo sul cantiere, inoltre sarebbero emerse ulteriori difformità rispetto al progetto approvato in quantosarebbe stato realizzato un soppalco e inoltre la struttura, che era prevista 'aperta', era stata anche tamponata. I trasgressori sono stati deferiti a piede libero presso la Procura della Repubblica di Terni ed ora rischierebbero ammende fino a cinquantamila euro e la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.
4/11/2016 ore 14:29
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