03/06/2020 ore 11:38
Terni: stop ai letti in corsia, da oggi al "Santa Maria" riapre uno spazio con 24 posti
Lo aveva detto il giorno in cui si era presentato a medici ed infermieri del “Santa Maria”, che tra le sue priorità ci sarebbe stata quella di eliminare il problema dei letti in corsia. Detto fatto, Maurizio Dal Maso, il neo direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, non ha perso tempo affrontando subito il problema. Così dall’ufficio stampa del nosocomio ternano annunciano che sono partiti i lavori che tendono a rifunzionalizzare alcuni reparti ed a migliorare l’offerta nei confronti dei pazienti. Al via, dunque i primi interventi per risolvere la criticità dei posti letto all’ospedale di Terni che risultano inferiori alle richieste. Da oggi, lunedì 11 aprile, verrà riaperto uno spazio con 24 letti potenziali in cui verranno collocati lungodegenti e dove verrà sperimentata la “discharge room” al fine di accelerare la dimissione di pazienti. Questo spazio sarà affidato all’unità operativa di Geriatria-Lungodegenza, diretta da Maria Grazia Proietti, che così potrà incrementare la dotazione di circa 10 letti. Questo spostamento permetterà di collocare in un'unica sezione, recentemente ristrutturata, il reparto della Chirurgia Epatica diretto dal dottor Amilcare Parisi, concentrando i pazienti chirurgici in un unico contesto, con un conseguente miglioramento dell’assistenza ed una ottimizzazione delle guardie chirurgiche. “L'analisi dei ricoveri effettuata in questo mese – spiega la direzione aziendale del Santa Maria di Terni – ha evidenziato alcuni elementi, in particolare il numero elevato di anziani che richiedono di essere ricoverati, che richiede anche un potenziamento dei servizi territoriali a degenza breve, e inoltre un numero consistente di pazienti, anche con patologie importanti, che provengono dal vicino Lazio (Viterbo, Rieti). Questo eccesso di domanda genera letti aggiunti in corsia e appoggi in altri reparti, con un impegno ulteriore per operatori, infermieri e medici, e insoddisfazione diffusa”. Per questo motivo sono stati previsti due interventi in questa fase: il primo è quello che si sta mettendo in atto sui reparti di degenza; il secondo intervento, che richiederà qualche mese, è sul Pronto Soccorso e prevede un’analisi dei ricoveri, formazione e interventi strutturali per incrementare gli spazi per l'Osservazione Breve.
11/4/2016 ore 3:35
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