25/11/2020 ore 17:04
Terni: va a caccia di cinghiali con una balestra nei pressi del Rato, denunciato un uomo
A caccia di cinghiali, vicino casa e a due passi dal Rato, con una balestra di genere proibito. E' successo a Terni, nella zona di Villa Palma, tra gli svincoli di Terni Nord e San Carlo. Qui gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Terni, in servizio antibracconaggio, hanno notato strani movimenti nella corte di una abitazione della zona. E' bastato avvicinarsi per scoprire che era in corso la scuoiatura e l’eviscerazione di un cinghiale abbattuto da li a poco. Gli agenti scoprivano che l’animale era stato abbattuto nel terreno adiacente l’abitazione perquisita, utilizzando come mezzo di caccia una potente balestra armata con freccia con punta di acciaio acuminata ed estremamente affilata che aveva completamente trapassato il cinghiale. Gli uomini della Forestale denunciavano così a piede libero il responsabile degli illeciti penali accertati alla competente Procura della Repubblica di Terni, per esercizio di caccia in epoca di divieto generale e con l’ausilio di mezzi di caccia vietati. L'uomo, stando a quanto riferiscono dal CfS, rischia ora la pena dell’arresto da tre mesi a un anno e l’ammenda da 929 a 4.131euro, oltre ad una incriminazione per furto venatorio ai danni dello Stato in quanto privo di licenza da caccia , secondo le ultime sentenze della Corte di Cassazione. L’animale ed i mezzi di caccia utilizzati sono stati posti sotto sequestro. La zona ove si è verificato l’accaduto è sita nella prima periferia della città di Terni a ridosso del raccordo autostradale Terni-Orte , area estremamente antropizzata con presenza di numerose abitazioni sia singole che a schiera dove in un terreno incolto adiacente si è insediato da diverso tempo un gruppo di cinghiali che lo utilizza come rifugio. Questa presenza ha destato preoccupazione tra la popolazione del posto che ha inoltrato esposti e segnalazioni affinchè potesse risolversi il problema degli animali che girovagavano abitualmente tra i vari giardini. La Forestale non esclude che la permanenza degli animali in zona fosse dovuta anche alla pratica del foraggiamento con mais praticata dai bracconieri al fine di indurre i cinghiali a dimorare in aree dove poi possono essere più facilmente abbattuti. ___________________________________________________________________
5/4/2016 ore 15:43
Torna su