21/09/2019 ore 11:33
Terni, la denuncia del M5S: "c'è trielina nell'acqua dei rubinetti con valori fino a 5 volte superiori al limite"
“Prendiamo coscienza del fatto che la devastazione e la distruzione del nostro territorio hanno per sempre tolto l’acqua dai beni comuni della nostra comunità. Terni, città delle acque, si trova senza sovranità idrica. Adesso bisogna fare chiarezza fino in fondo, su quali sono le cause di questa contaminazione che continua a crescere. Vogliamo sapere se gli sversamenti stanno ancora accadendo. Certo è che se la trielina sugli ortaggi evapora, quella dentro ai nostri rubinetti, no”. Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S), in una nota firmata anche dal consigliere comunale di Terni Thomas De Luca. Liberati denuncia che “i prelievi svolti nella rete idrica di via Narni hanno riscontrato valori di trielina "fino a 5 volte superiori al limite stabilito dalla legge per il consumo umano". "La norma - si legge nella nota -, stabilisce che la somma di tetracloroetilene e tricloroetilene fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano, non possa superare infatti i 10 microgrammi/litro". "Le precedenti analisi – spiega Liberati - erano state svolte il 27 novembre scorso e presentavano valori ampiamente sotto la soglia limite. Il 17 dicembre l’Asm, che svolge le analisi per conto del Servisio Idrico Integrato (Sii), ha effettuato dei campionamenti 'non programmati', così come ci è stato riferito dai vertici del servizio idrico. Il valore riscontrato è stato di 35,7 microgrammi/l. Le analisi ripetute il 22 dicembre hanno rilevato 39,8 microgrammi/l e quelle svolte il 23 dicembre 51 microgrammig/l. A quanto ci è stato riferito il 24 dicembre, data in cui Asm invia la nota al Sii, sarebbero stati prontamente staccati dall’approvvigionamento dell’acquedotto i pozzi di captazione di San Martino e Mattatoio. I pozzi Mattatoio 1 e 2, infatti, attivati per sostenere la carenza idrica hanno raggiunto valori anche 13 volte superiori al limite di legge con 103 e 133,02 microgrammi/l, riscontrati il 28 dicembre. Questi dati ci sono stati comunicati dal Sii dopo la nostra richiesta d’accesso agli atti”. “È inaccettabile – conclude Liberati - che le istituzioni interessate non si siano mai messe intorno ad un tavolo per affrontare la questione della contaminazione da tetracloroetilene dell’acquifero della conca ternana. Lo studio dell’Agenzia regionale per l'ambiente infatti rende palese come fenomeni di questo tipo siano prevedibili ed evitabili perché direttamente proporzionali alla piovosità e alla siccità. Il sindaco e il Partito Democratico che hanno respinto la nostra richiesta di interdizione all’uso dei pozzi contaminati e la costruzione di nuovi pozzi privati, sottovalutando ampiamente la questione, sono i primi responsabili di questa vicenda”.
14/1/2016 ore 3:05
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