26/11/2020 ore 11:11
Terni: la Monacelli (Udc) sul S.Maria "un'ospedale in lenta agonia dal punto di vista strutturale"
“Conoscere gli interventi che la Giunta regionale vorrà assumere per superare le gravi criticità presenti nell'ospedale Santa Maria di Terni e per definire con chiarezza il ruolo che tale nosocomio rivestirà nel quadro della non più prorogabile riforma del sistema sanitario regionale”. È quanto chiede, con una interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo Udc in Consiglio regionale Sandra Monacelli. “La Regione Umbria – spiega Monacelli - sta predisponendo una riforma del sistema sanitario che dovrà contenere misure di raziocinio e razionalizzazione dei servizi. In questo contesto risulta indispensabile ammodernare, qualificare e specializzare la rete ospedaliera evitando inutili duplicazioni di strutture e reparti, definendo una visione strategica complessiva. Fondamentale sarà ripensare, per garantire adeguatamente livelli ottimali di assistenza, le singole strutture ospedaliere, i criteri di assegnazione dei posti letto, da attribuire sulla base delle effettive necessità e non per soddisfare le richieste di ospedali troppo uguali nelle funzioni e non più capaci di rispondere alle mutate esigenze sociali e sanitarie”. Sandra Monacelli evidenzia inoltre che l'ospedale S.Maria di Terni “necessita di improrogabili interventi di ristrutturazione sia degli immobili che della rete viaria di accesso. Versa in uno stato di lenta agonia dal punto di vista strutturale, non rispettando neanche criteri di antisismicità, di impiantistica e di certificata emergenza di posti letto, acclarata dalla presenza di malati nei corridoi o costretti alla degenza in locali non adeguati, ledendo la dignità umana e i più elementari diritti del cittadino”. “Il Piano degli investimenti 2010-2012 – si legge infine nell'atto ispettivo - prevede la realizzazione di un nuovo ospedale nell'area del ternano, ma in Umbria sono presenti 15 nosocomi di cui diversi 'ospedali di comunità', alcuni dei quali con pochissimi posti letto, mentre l'azione del governo nazionale sul fronte della revisione della spesa porterà ad ulteriori tagli alle Regioni anche nella sanità pubblica, aggravata in Umbria dal perdurare amletico del dubbio tra sostenibilità degli ospedali più piccoli e qualificazione dei poli di eccellenza”.
2/8/2012 ore 0:30
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