23/11/2020 ore 23:27
La Guardia di Finanza denuncia un imprenditore ternano per estorsione ed emissione di fatture false
È scattata nei giorni scorsi un'operazione di sequestro preventivo da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Terni, a carico di un imprenditore ternano di 55 anni. Il reato contestato all'uomo è quello di emissione di fatture false ed estorsione. L’indagine ha evidenziato che l'imprenditore, operante nell’ambito delle forniture di merci utilizzate per l’attività di ristorazione e bar e lui stesso socio di aziende del settore, avrebbe minacciato i gestori che si trovavano in difficoltà economiche. Le minacce, stando a quanto riferiscono dal comando provinciale della GdF, sarebbero state quelle di non consentire più dilazioni di pagamenti delle merci, oppure quelle di azionare immediatamente la riscossione di cambiali di cui lui stesso aveva il possesso, ovvero di richiedere la restituzione di prestiti concessi ed ancora di non fornire più le merci. In cambio di ciò il 55enne ternano avrebbe estorto denaro e utilità con diversi meccanismi. In un caso, per esempio, l'uomo avrebbe costretto una delle sue vittime a costituire una nuova società, in cui lui era poi subentrato come socio. Successivamente l'uomo si sarebbe impossessato di tutti gli incassi realizzati, e addirittura avrebbe alla fine estorto la definitiva titolarità di tutta la società senza nulla corrispondere agli altri soci. In una decina di casi, l'uomo avrebbe invece costretto i titolari delle attività in difficoltà ad emettere fatture false, delle quali l’indagato beneficiava fiscalmente attraverso altre società a lui riconducibili. Alcuni dei documenti falsi sarebbero stati emessi dall'uomo che si faceva consegnare la contabilità delle società. L’importo delle fatture false quantificato dai finanzieri è di oltre 700mila euro per tre anni. I finanzieri avrebbero anche accertato che l'imprenditore, avendo la maggioranza delle quote di una società, minacciava di cedere a terzi l’attività di bar la cui gestione era in capo agli altri soci. Questi ultimi, in difficoltà economiche, onde evitare di perdere l’unica fonte di reddito, erano costretti a corrispondergli delle somme in nero, a gestire l’attività del bar senza percepire la quota di utili, a non vedersi riconoscere le quote previdenziali per un profitto ingiusto in capo all’indagato di oltre 50mila euro. Il provvedimento disposto dal Gip di Terni Maurizio Santoloci su richiesta del Sostituto Procuratore Elisabetta Massini che ha diretto e coordinato le indagini, ha portato al sequestro di denaro depositato sui conti bancari per circa 260mila euro, titoli obbligazionari e azioni per 340mila, euro nonchè partecipazioni societarie di una Srl.
24/1/2012 ore 14:30
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