26/05/2020 ore 15:49
Archeologia industriale: il Pd propone la valorizzazione del patrimonio regionale
"La Regione promuove la valorizzazione e la fruizione del patrimonio di archeologia industriale presente sul proprio territorio, riconoscendo il valore che esso riveste per la cultura regionale. Valorizzare e salvare, quindi, dal degrado alcuni importanti siti industriali presenti in Umbria, sfruttando anche spazi oggi destinati alla demolizione, dando dignità e nuova vita ad edifici che in molti casi hanno scritto pagine di storia della nostra regione". Sono queste le finalità di una proposta di legge del consigliere Gianfranco Chiacchieroni (PD), illustrata a Palazzo Cesaroni insieme al professor Renato Covino, docente di Storia contemporanea all’Università di Perugia. Partendo dal presupposto che “l'archeologia industriale è sicuramente destinata ad un grande sviluppo”, la legge non prevede interventi soltanto su “strutture museali ed espositive, ma anche commerciali ed addirittura abitative”. L'attenzione su questi argomenti, è stato sottolineato, è da tempo alta anche a livello internazionale. Come esempio è stato citato il recupero industriale del Lingotto di Torino, storico stabilimento di produzione Fiat, ora centro polivalente dotato di area congressi ed espositiva. Per quanto riguarda l'Umbria, la più importante realtà, sotto il profilo dell'Archeologia Industriale, è la Conca Ternana. Quest'area ingloba i centri urbani di Terni e Narni Scalo e l'insieme delle loro industrie (le acciaierie, le fabbriche d'armi, gli stabilimenti elettrochimici, siderurgici, tessili e meccanici), oltre a fabbriche, villaggi e quartieri operai, stazioni e linee ferroviarie, canali idraulici, centrali e linee elettriche, cave e discariche. “La grande pressa di Terni – come lo stesso Chiacchieroni ha voluto evidenziare – rappresenta il simbolo più rappresentativo dell'Umbria”. “Questa iniziativa legislativa – ha rimarcato Chiacchieroni –, che certamente contribuirà alla salvaguardia del territorio, ha l'obiettivo di mettere a sistema i beni esistenti e di pregio aggiungendo al contempo valore ad opere che rappresentano ed esprimono scienza, tecnica, cultura materiale ed immateriale. La finalità principale di questa proposta è quella del riutilizzo, quindi non solo della tutela”. Per Covino, la nuova normativa può rappresentare un importantissimo volano per la conservazione e la tutela dei beni, ma soprattutto per uno sviluppo intelligente. È necessario perseguire la valorizzazione dei saperi e delle tecniche. Legare il marketing aziendale a quello territoriale. Patrimonializzare attraverso reti di reindustrializzazione basata sull'esistente. Bisogna motivare le comunità e le istituzioni ad investire sul patrimonio del proprio territorio attraverso progetti specifici di sviluppo locale”. All'incontro hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali, di associazioni e di ordini professionali che hanno sostanzialmente elogiato l'iniziativa ed ai quali lo stesso Chiacchieroni ha garantito l'invito a partecipare alle future audizioni che accompagneranno l'iter della legge in Commissione. Nel corso dell'incontro con i giornalisti è stato ribadito che l’Archeologia Industriale è una disciplina che, a partire dallo studio dei luoghi dei processi produttivi, dei resti materiali dell’industrializzazione, oggetti, macchine, edifici, giunge alla ricostruzione della fisionomia di un determinato territorio, della sua storia, delle sue modificazioni e con essa alla conoscenza della storia di un popolo, della sua cultura e della sua civiltà: lo studio dei resti materiali dell’industrializzazione viene quindi inteso come attività di identificazione e tutela della fisionomia di un determinato territorio. Di fondamentale importanza è, in Umbria, la presenza dell’Icsim (Istituto per la Cultura e la storia d’Impresa 'Franco Momigliano') a Terni, associazione che annovera tra i suoi soci fondatori la Regione Umbria, le Province ed i Comuni di Perugia e Terni. Nel corso degli anni a questi si sono aggiunti (in qualità di soci ordinari), oltre a vari Comuni umbri (Marsciano, Collazzone, Spoleto, Foligno), la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, la Camera di Commercio Industria e Artigianato di Terni, la finanziaria regionale Gepafin, l’Associazione degli Industriali della Provincia di Terni, il Centro sviluppo materiali (Csm), la società cooperativa Aris Formazione, l’Associazione nazionale archivistica italiana (Anai) e l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (Aipai). L’Istituto “Franco Momigliano” rappresenta un centro di eccellenza del sistema dell’alta formazione post laurea e post diploma della Regione Umbria, svolgendo attività di studio, formazione e promozione e la diffusione della cultura d’impresa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio industriale. I principi ispiratori di tale proposta di legge regionale sono legati alla Costituzione repubblicana e allo Statuto della Regione Umbria. A livello regionale l'unica iniziativa legislativa è stata presa dalla Regione Friuli Venezia Giulia ormai ben 15 anni fa. Un interessamento più recente alla tematica è venuto invece da parte della Regione Emilia Romagna, (legge 23/2009), grazie alla quale ha confermato tra i progetti strategici, gli interventi su 'sistemi idraulici e l'archeologia industriale quali elementi costitutivi e caratterizzanti il paesaggio della pianura, che possono rappresentare occasioni importanti dal punto di vista testimoniale e didattico'.
18/2/2012 ore 0:57
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