02/12/2020 ore 03:56
Terni: dal 13 al 15 gennaio celebrazioni in onore dei Protomartiri francescani
I Frati Minori di Terni, la Compagnia dei Romei di San Michele Arcangelo, la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani di Roma e la diocesi, promuovono una serie di celebrazioni dal 13 al 16 gennaio in onore dei Protomartiri francescani presso la chiesa di Sant'Antonio in Terni e santuario dei Protomartiri francescani, dove è collocata una reliquia del corpo di Sant’Antonio di Padova e quelle dei cinque francescani della valle ternana martirizzati in Marocco. Venerdì 13 gennaio è in programma un incontro sul tema: "Santità e martirio" a cura di padre Giacomo Bini e sabato alle 21 appuntamento per i giovani dedicato al tema: "Chiamati alla Santità". Domenica 15 gennaio alle 18.30 si terrà la solenne celebrazione in memoria dei protomartiri che sarà presieduta dal vescovo Vincenzo Paglia. Lunedì 16 gennaio, festa liturgica dei Protomartiri francescani, al santuario di Sant’Antonio a Terni si terranno due celebrazione alle 8.30 e alle 18.30. Inoltre il Monastero Santissima Annunziata Terni in collaborazione con l'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi e la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani di Roma organizza sabato 14 gennaio alle ore 16 presso il Monastero delle Clarisse di Colleluna l'incontro: “I Protomartiri Francescani e Chiara d'Assisi tra storia e agiografia” al quale interverranno Marco Guida che parlera di: “Chiara "desiderava de andare alle parte de Marrochio, dove se diceva che erano menati li Frati al martirio" e Giuseppe Cassio che illustrerà l’Iconografia clariana nella Diocesi di Terni-Narni-Amelia. I santi protomartiri francescani sono cinque frati umbri partiti da Calvi, Narni, San Gemini e Stroncone per unirsi a Francesco d'Assisi. Sono arrivati in Marocco per predicare il Vangelo e sono diventati i primi martiri dell'ordine francescano. Con il loro esempio e la loro eroica morte hanno convertito al francescanesimo un giovane agostiniano portoghese, destinato a diventare Sant'Antonio di Padova. Nel 1219, prima di inoltrarsi nei paesi dei "Mori" per predicarvi la fede, i primi santi francescani fecero tappa a Coimbra, dove conobbero e parlarono con un certo canonico di Santa Cruz di nome Fernando, conosciuto come Antonio di Padova. Fecero molta impressione al giovane canonico, soprattutto per la loro povertà e determinazione a dare la vita per diffondere la fede di Cristo e farlo conoscere quale vero Dio anche ai musulmani. Ripartiti giunsero prima a Siviglia, poi in Nord Africa, dove cercarono in ogni modo di mostrare con la loro predicazione il vangelo di Cristo. Arrestati, dopo indicibili sofferenze, raccontate nella loro Passione, furono giustiziati. Le loro preziose reliquie tornarono in Portogallo e furono destinate proprio alla chiesa di Santa Cruz di Coimbra, ove sono ancora oggi oggetto di venerazione. L'impatto con questa esperienza sconvolgente fece maturare in Fernando da Lisbona l’idea di passare dall’Ordine dei Canonici Regolari ai Frati Minori. La morte di questi "pazzi per Cristo" ha fatto sorgere nella Chiesa l'astro antoniano, che ancora oggi splende, grazie alla miccia in lui innescata dai Protomartiri. Si narra inoltre che San Francesco, appresa la notizia del martirio dei cinque suoi figli. esclamò: “Ora posso dire che ho veramente cinque Frati Minori”. Furono canonizzati dal pontefice francescano Sisto IV nel 1481. Il legame di Francesco con la valle ternana e la singolare vicenda dei cinque proto martiri sono raffigurati nel ciclo pittorico di Stefano Di Stasio presso la chiesa di Santa Maria della Pace a Valenza hanno spinto a legare la chiesa di Valenza.
12/1/2012 ore 18:36
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