02/12/2020 ore 10:22
Orvieto: interventi della Regione per eliminare la presenza di sostanze nocive nell'acqua
“Questi interventi permetteranno di superare l’emergenza relativa alla qualità delle acque dell’orvietano e testimoniano l’impegno della Regione Umbria per risolvere le problematiche derivanti dal superamento dei limiti di arsenico e alluminio nelle acque potabili”. Lo ha affermato l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, nel corso della presentazione degli interventi di approvvigionamento idropotabile, depurazione delle acque e di adeguamento della risorsa idrica, realizzati nei Comuni di Orvieto, Porano, Castelgiorgio e Castel Viscardo, dalla Regione Umbria, Ati 4, Sii Scpa e dai Comuni. All’incontro, oltre all’assessore Rometti, sono intervenuti i sindaci dei Comuni interessati, il presidente dell’ Ati 4, Leopoldo Di Girolamo, il presidente di Sii Scpa Stefano Puliti, il direttore di Ati 4 Umbria, Roberto Spinsanti, il direttore Sii Scpa, Paolo Rueca. “La Regione Umbria – ha detto l’assessore Rometti – per far fronte alle emergenze causate dagli straordinari eventi meteorologici dello scorso anno e che hanno determinato l’emissione di ordinanze cautelative da parte dei sindaci dei territori interessati che vietavano l’utilizzo dell’acqua potabile per la preparazione degli alimenti e per la bibita, ha messo a disposizione risorse importanti che hanno portato a realizzare interventi resi necessari anche in seguito alle restrizioni imposte dalla Comunità europea sulla quantità di arsenico nell’acqua potabile che nell’Orvietano, pur essendo in presenza di un’acqua tufacea per natura geologica, superava i limiti stabiliti dalla legge e, di recente, dimezzati”. Rometti, ricordando che la Regione Umbria è stata tra le prime in Italia a risolvere le problematiche derivanti dal superamento dei limiti di arsenico e alluminio nelle proprie acque potabili, ha detto che, “con questi interventi si è superata l’emergenza sulla qualità delle acque dell’orvietano. Oggi – ha aggiunto - grazie alla disponibilità di questi nuovi impianti, e al monitoraggio continuo delle sorgenti, non si potranno più determinare situazioni di criticità”. In particolare il primo lotto di lavori per la realizzazione dell’acquedotto di Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto è stato finanziato con i fondi dell’emergenza idrica 2002 per circa 3.157.000 di euro con un cofinanziamento regionale pari a 2.100.000 euro. Per l’impianto di abbattimento dell’alluminio colloidale di Castel Giorgio e Sassotagliato di Orvieto, la Regione Umbria ha messo a disposizione dell’ATI4 la somma complessiva di 7 milioni875 mila euro, derivati dalla mancata realizzazione dell’acquedotto di Scheggino – Pentima, a fronte di un progetto complessivo diviso in quattro stralci pari a 10 milioni259 mila euro. Tra gli interventi anche la realizzazione di un depuratore che servirà i Comuni di Castel Viscardo e Allerona per lo smaltimento di liquami e fanghi, il cui costo complessivo è stato di 1.660.000 di euro con cofinanziamento della Regione Umbria pari a 1.000.000 di euro, e la Fontanella di acqua pubblica frizzante di Castel Giorgio. Relativamente a quest’ultimo intervento l’assessore Rometti ha detto che ”sulla scia del successo di altre iniziative analoghe realizzate in altri Comuni umbria, la Regione ha provveduto a questa istallazione nell’ottica di una diversa fruibilità della risorsa idropotabile da parte della popolazione. Inoltre, la fontanella rientra nel progetto regionale dei percorsi innovativi messi in campo dalla Regione volti a ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte da attuarsi su tutto il territorio regionale con la finalità di contenere la produzione dei rifiuti da imballaggio, valorizzando l’acqua pubblica dell’acquedotto”.
A conclusione dell’incontro l’assessore Rometti ha ricordato che l’impegno della Regione in questo ambito continua e che con i finanziamenti già previsti si procederà verso una razionalizzazione del sistema degli acquedotti anche sulla base dei suggerimenti di uno studio finalizzato ad approfondire le conoscenze relative alla risorsa idrica immagazzinata nell’acquifero vulsino ricadente nel territorio regionale per individuare “migliori captazioni”, cioè soluzioni tecniche che consentano di gestire le acque sotterranee secondo gli indirizzi previsti dal Piano regolatore regionale degli acquedotti per tutto il sistema orvietano e quindi reperire nuova risorsa da settori dell’acquifero riducendo la probabilità di intercettare acque inquinate e alleggerendo così l’entità dei trattamenti di potabilizzazione.
19/12/2011 ore 0:42
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