11/12/2018 ore 00:43
Terni: non verrà realizzato a Sabbione il centro di accoglienza dei clandestini, Maroni ha telefonato a Raffaelli rassicurandolo
Pericolo scongiurato. A Terni non verrà realizzato alcun Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Lo ha detto personalmente il ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha telefonato al sindaco Paolo Raffaelli per rassicurarlo. La voce che uno di questi centri dove vengono dirottati glli immigrati clandestini in attesa di essere espulsi , sarebbe stato realizzato presso le strutture della ex polveriera di Vocabolo Sabbioni si era sparsa nelle ultime ore, destando allarme tra i cittadini e gli esponenti delle forze politiche. Avevano espresso le loro perplessità anche i responsabili del Sap (Sindacato autonomo di polizia): “la previsione di istituire un Cie a Terni – ha detto Roberto Fiormanti, consigliere nazionale e regionale del Sap - potrebbe essere catastrofica per la sicurezza della città, già in forte sofferenza di personale e di mezzi”. “La gestione di una struttura che può ospitare fino a 200 clandestini - ha aggiunto Fioramonti - necessita di almeno 50 operatori tra polizia e carabineri. Uomini (e donne) che, se venissero tolti dalla sera alla mattina dai servizi di controllo del territorio, lascerebbero la città senza poliziotti di quartiere, senza volanti e senza gazzelle. C'è poi un problema pratico legato alle espulsioni: come potremmo 'rispedirè agevolmente ai paesi di origine i clandestini, non avendo aeroporti adeguati ed essendo precluse le vie marine?”. Ma, come detto, è stato lo stesso ministro Maroni a sgombrare il campo da ogni forma di preoccupazione. Nella telefonata fatta al sindaco Raffaelli, Maroni ha confermato che il sito di Terni, oggetto di un sopralluogo informale nei mesi scorsi, non è stato incluso nel novero dei Centri di raccolta che il Ministero dell’Interno formalizzerà nella giornata di giovedì prossimo. “Non intendo in alcun modo - ha detto Maroni a Raffaelli - bypassare i Comuni, sono intenzionato invece a compiere tutte le scelte delicate che riguardano le città di concerto con le Istituzioni locali”. “Do atto al Ministro Maroni - ha commentato Raffaelli - della sensibilità istituzionale che lo ha indotto a stabilire un contatto diretto con l’Amministrazione comunale di Terni per un immediato chiarimento della situazione. Prendo atto
altresì con soddisfazione che Terni non è nell’elenco dei siti scelti”. “Ritengo che il ministro - ha sostenuto ancora il sindaco – abbia tenuto conto delle valutazioni dissuasive che avevo già anticipato nelle mie dichiarazioni di questa mattina: una vecchia struttura fatiscente che somiglia ad un lager, prossima ad un carcere di massima sicurezza e nel cuore di uno dei più importanti sistemi industriali diffusi del centro Italia. Apprezzo il gesto del ministro Maroni che, non appena evidenziatasi con forza la questione, ha cercato il sindaco per fare chiarezza. E’ del tutto evidente che la ferma opposizione mia e dell’Amministrazione comunale contro questa ipotesi è coerente con la linea di accoglienza, integrazione, responsabilità e sicurezza tipica della comunità ternana: no dunque ad operazioni avventate all’insegna
della segregazione e della marginalizzazione, sì a misure di accoglienza, sicurezza ed integrazione quali quelle che questa città, di concerto con la prefettura, con le altre istituzioni e con le Associazioni di volontariato laiche e religiose - ha concluso Raffaelli -, ha sempre saputo mettere in campo”.

24/2/2009 ore 9:59
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